Un’antica residenza nobiliare di campagna, un tempo abbandonata ma suggestiva sotto la coltre dei secoli, è stata riportata al suo splendore dopo alcuni anni di un attento restauro conservativo.
Mi piace pensare che sia rinata per un legame con la terra di origine di famiglia, un richiamo ancestrale, mosso dal desiderio di trovare rifugio dal mondo.
Oggi è una meravigliosa dimora con un grande terreno tutto intorno, un vigneto, un frutteto, ed ancora zolle di terra che attendono la semina.
Il silenzio di sera è un privilegio per chi sceglie di starci, appartarsi a pensare e osservare le stelle.
Le mura appartengono al passato, alcune colonne all’interno dell’antica villa trasudano di storia e lo stemma del casato non tradisce, tutto è avvolto di ricercatezza e bellezza raffinata ed autentica che non si scalfisce.
Chi ti accoglie racconta la storia del posto con gli occhi che si illuminano, quasi lucidi di emozione.
Il territorio del Salento ha una radicata tradizione contadina. Le antiche masserie sviluppatesi soprattutto nel XV secolo, oggi rappresentano preziosi luoghi di memoria del presidio rurale vocato alla produzione agricola e alla difesa dei terreni.
Allo stesso modo lo sono gli antichi frantoi ipogei con le macine in pietra costruite nel sottosuolo.
Risalenti addirittura al Medioevo, con uno sviluppo massiccio dalla fine del 1400, servivano alla spremitura delle olive e costituivano un vero e proprio ambiente di lavoro, in cui i lavoratori e gli animali da traino trascorrevano la loro vita nei mesi invernali.
Il Salento ha una costa meravigliosa che abbraccia il mar Jonio e il mare Adriatico. Spiagge di sabbia fine e calette si alternano ai litorali rocciosi intercalati da grotte suggestive.
Il borgo antico di Gallipoli, con le sue case bianche e di pietra leccese, merita una visita anche breve. Il lungomare di sera si anima di gente che affolla i locali fronte mare e il tramonto è davvero meraviglioso.
Santa Maria di Leuca è la punta del tacco d’Italia.
Dal suo lungomare si scorge il promontorio roccioso di Punta Meliso, con la grande piazza sulla quale svettano la Basilica di “Santa Maria de Finibus Terrae” e l’imponente faro alto 48 metri.
A breve distanza si erge maestosa la Cascata monumentale con le due rampe di 296 gradini:
una grande opera architettonica e idraulica che rappresenta il punto terminale dell’acquedotto Pugliese. Al centro delle due rampe l’imponente cascata d’acqua viene aperta in occasione di importanti celebrazioni e in alcune sere d’estate.
Punta Meliso, la parte più estrema della Puglia, è il suggestivo lembo di terra dove le correnti del mar Jonio e Adriatico si fondono. Gli antichi Romani lo avevano definito “De Finibus Terrae”.
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Testo e foto di Rita Levis